dicembre 25th, 2008 , by Redazione

auguri_021

‘Issimi!
Tra biscotti di gommapiuma e torroni di grafite la Crew di Officina continua a lavorare per il vostro diletto zuccheroso.
State sintonizzati perché presto, sulle pagine del nostro forum, torna l’iniziativa “Incontro il Creativo” dove potrete partecipare a una chiacchierata con un’ospite coi fiocchi…!
Intanto stiamo impacchettando idee e pensieri in rgb e buoni propositi in cmyk, con l’augurio che queste feste siano per voi le più creative di sempre.

Auguri!

La Crew di Officina Creativa

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dicembre 8th, 2008 , by Letizia Tasselli

Gipi, alias Gianni Pacinotti
Gipi, nome d’arte di Gianni Pacinotti (link), è uno dei più importanti artisti della scena fumettistica internazionale e i suoi lavori hanno ricevuto alcuni tra i più importanti premi del settore, riscuotendo successo in tutto il mondo.
Molti lo conosceranno per le strisce pubblicate settimanalmente su Internazionale, altri per i suoi romanzi a fumetti che spuntano dagli scaffali delle librerie.
Officina gli ha rubato un po’ di tempo per farsi raccontare com’è nata la sua voglia di raccontarsi nelle tavole dei suoi fumetti, tra acquarelli poetici e parole, belle parole, che ti rimangono addosso anche dopo aver chiuso i suoi libri.

Tra le sue opere “Esterno Notte”, “Appunti per una Storia di Guerra”, “Gli Innocenti”, “Questa è la Stanza”, “Hanno ritrovato la Macchina”, “S.” e “LMVDM – La mia vita disegnata male”, pubblicato recentemente da Coconino Press e, con un numero di copie limitato, da Internazionale (Fusi Orari).

Buona Lettura!

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dicembre 1st, 2008 , by Letizia Tasselli

Silvia's Think

Silvia Mazzoli o Silvia’s Think (link) è una di quelle creative che riesce a trasformare qualsiasi materiale abbia per le mani in qualcosa di assolutamente inedito e delizioso, riadattando la sua funzionalità originale e facendolo rinascere dal dimenticatoio.
Tra borse fatte con i tappetini di gomma e nani curiosi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei, facendoci raccontare com’è nata la sua passione per la moda e l’artigianato.
Buona lettura!

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novembre 24th, 2008 , by Riccardo Giraldi



Hiromi Ozaki ci presenta Biorebel Kit: un progetto che sta sviluppando al suo primo anno al Royal College of Arts di Londra.
Con questo progetto Hiromi - con lo spirito e l’energia che la contraddistingono - mette in discusisone fattori biologici che condizionano ogni giorno l’essere umano e che un “bio ribelle” potrebbero combattere per seguire le proprie idee ed esigenze.

Ecco la descrizione di Biorebel Kit da parte della stessa Hiromi - traduzione a seguire.

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«The Biorebel kit is a kit to help ‘biorebels’ rebel against biology for their own personal ideology.
In the kit there are things to help you:

1) Not Sleep - software and eyemasks to help you do ‘polyphasic sleeping‘ (a technique where you sleep 6 times a day, 30 minutes each…Da Vinci and Thomas Edison used to do it)

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novembre 17th, 2008 , by Margherita Cardoso

Bruno Munari

Al centenario dalla nascita dell’artista milanese il museo dell’Ara Pacis di Roma dedica a Bruno Munari una retrospettiva antologica, affiancata da un ciclo di laboratori e incontri didattici per bambini “al fine di esplorare, concretamente, le sperimentazioni che sottendono ogni realizzazione artistica”.

((polemica premessa:
il museo è un’istituzione strana. Di solito puzza di polvere, la luce è bianca e fa un po’ male agli occhi ed è abbastanza noioso. Le Grandi Opere d’Arte sono in alto, ben protette dentro teche di vetro e ovviamente non si possono toccare. A proposito ‘Grandi Opere’ Munari diceva:

Un esempio di “good design”? L’arancia: “un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione e consumo”. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca «materica» della superficie dell’imballaggio trattata a «buccia d’arancia». Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata come in questo caso, dobbiamo ammetterla.
(“Good design” , 1963)

Ecco, Munari al museo è un po’ come un arancia in vetrina (Duchamp ne sarebbe orgoglioso).
Tanto più se la mostra inizia arrampicata su una parete di 2 metri d’altezza (sconsigliato ai bassi e ai bambini, e ai bambini bassi), e prosegue tra i poderosi divieti “non toccare!” (cartellino appeso, accanto alle tavole tattili).
Ah, i paradossi dell’arte. Ma comunque.))

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